Offerta didattica

Attività formative

Insegnamento Programma Docente
TECNOLOGIE E AMBIENTI PER LA FLIPPED CLASSROOM Presupposti psicopedagogici della FC; metodologie didattiche per applicare la FC nella scuola, nell’università e nella formazione aziendale; siti e tecnologie per produrre contenuti digitali per la FC; strumenti e strategie di presentazione, di videoregistrazione, di ricerca e di pubblicazione di risorse per la FC; gestione delle attività didattiche con i Learning Management System; analisi di esperienze e di pratiche della FC GRAZIANO CECCHINATO
INFORMATION LITERACY E COMPETENZE DIGITALI Il concetto di “competenza digitale” si è evoluto negli anni includendo nel significato del termine non solo le tradizionali abilità “tecniche” (ad es. ECDL) ma anche e sopratutto elementi legati alle abilità di ricerca, selezione e valutazione delle informazioni. Queste competenze oggi, per gestire al meglio le nuove opportunità offerte dai Social Software, devono necessariamente includere anche i processi relazionali e partecipativi che assumono una importanza sempre maggiore, tanto da fondersi con il concetto di “digital citizenship”. Il report “Digital Competence in
Practice” (2012) della European Commission, è in questo senso un esempio interessante di interpretazione che fa convergere literacy multiple, tra cui appunto anche la partecipazione e la socializzazione intese come elementi cruciali anche per l’apprendimento permanente nei contesti formativi, educativi e di e-governement. In questa direzione vanno anche gli sforzi dell’ Agenzia Digitale Italiana per l’Europa 2020 che prevede nei prossimi anni l’istituzione di percorsi formativi mirati sia negli ambiti formali ed informali.
CORRADO PETRUCCO
LE CONDIZIONI ABILITANTI PER UN USO EFFICACE DELLE RISORSE 2.0 NELLA DIDATTICA SCOLASTICA Ci sono ancora diverse barriere che ostacolano l’ampia diffusione dell’uso didattico delle risorse 2.0. Ovviamente questo non dipende tanto dalla disponibilità tecnologica (fuori e dentro la scuola), quanto piuttosto dalla diffusione di quegli approcci pedagogici capaci di far leva proprio sulla tecnologia per migliorare e potenziare i processi di apprendimento. Si pensi ad esempio alla cosiddetta “e-pedagogy” o alla “pedagogia 2.0”, centrate sulla connettività in rete, sull’imparare-facendo e sulla forte integrazione fra i processi di apprendimento formale (scuola), non formale e informale, tipici questi ultimi dell’apprendimento alla pari, dell’apprendimento per via esperienziale, ecc.. In questo senso, scopo della lezione sarà quello di analizzare, insieme ai partecipanti, con quali approcci e sotto quali condizioni sia possibile sfruttare le potenzialità delle risorse 2.0 per far leva sull’integrazione delle due dimensioni (formale e informale) GUGLIELMO TRENTIN
DIRITTO DELLE NUOVE TECNOLOGIE: PROPRIETA’ INTELLETTUALE E PRIVACY Il presente modulo affronta le esigenze sorte dall’enorme impatto che le nuove tecnologie e Internet in particolare nel campo della disciplina giuridica del contenuto digitale. Sistemi di LMS e tecnologie telematiche, come cloud computing, comporta significative problematiche per amministratori e utenti dei sistemi. Analisi: Implicazioni giuridiche riferite a diritto d’autore e tutela della proprietà intellettuale; responsabilità civili connesse alla pubblicazione del materiale; privacy attività degli utenti; privacy in Rete; cloud computing e virtualità. Globalizzazione, effettività della tutela, auto regolazione e la soft law, posizioni contrastanti per utenti, biblitoeche e editori: esigenze del’utente e normtiva (Diritto Unione Europea a Italia. Esigenze delle imprese:marchi e nomi a dominio (proprietà industriale); sistemi alternativi di risoluzione delle controversie online (ODR). Didattica scolastica: copyleft e licenze Creative Commons, open data. Acquisizione competenze per comprendere le licenze e le condizioni generali di contratto, trattare dati personali in conformità delle disposizioni normative e contribuire ai temi centrali del dibattito, in ambito giuridico, sull’utilizzo di nuove tecnologie nella didattica GIORGIO PEDRAZZI
MODELLI DIDATTICI CON TABLET ED EBOOK Nella scuola italiana, come in quella europea, è in corso la trasformazione da una didattica per programmi a una per competenze. Ciò comporta un cambiamento radicale dell’ambiente di apprendimento in cui lo snodo decisivo è la formazione quale processo che scaturisce non più da un’unica fonte e da uno specifico luogo a ciò deputato, ma dalla confluenza e interazione di apporti diversi, localizzati in sistemi differenti, con linguaggi, stili di pensiero e modalità di comunicazione eterogenei. La scuola deve rispondere a queste esigenze, trasformando sia gli ambienti fisici che quelli immateriali, grazie anche e soprattutto all’uso di mobile device, divenendo un sistema integrato in grado di “sincronizzare” e di far convergere i prodotti e i risultati di una complessa dinamica di costruzione collaborativa di conoscenze. La frammentazione delle informazioni, la selezione, la ri-sistematizzazione e la rielaborazione delle conoscenze, ovvero l’effettiva personalizzazione dell’apprendimento non si avvale più di un unico libro di testo, ma delle molteplici fonti che il web offre e dalla granularità dei contenuti che oggi l’editoria scolastica sta incominciando ad offrire CINZIA FERRANTI
MODELLI PER L’INTEGRAZIONE DELLE TECNOLOGIE NEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO L’efficace integrazione delle tecnologie nel processo di insegnamento-apprendimento richiede la comprensione delle relazioni fra tre componenti: discipline, approcci pedagogico-didattici e tecnologie, e capacità di progettare attività didattiche che coniughino tali componenti, considerando anche i tipi di conoscenza e le forme di rappresentazione della conoscenza implicati nell’apprendimento degli studenti
I partecipanti a questo insegnamento conosceranno in maniera approfondita: il modello “TPACK-Technological Pedagogical And Content Knowledge” (Mishra & Koehler, 2006), che orienta la cognizione degli insegnanti verso l’integrazione delle tecnologie nella didattica; il modello “LAT-Learning Activity Types” (Harris & Hofer, 2009), che guida la progettazione e valutazione di attività didattiche basate sul TPACK, tenendo conto dei tipi di conoscenza sottesi alle attività stesse; il modello “Multiliteracies” (Cope & Kalatzis, 2000), che contempla anche la multimodalità dei formati testuali digitali e delle forme di rappresentazione del significato. I partecipanti applicheranno la conoscenza di tali modelli nella progettazione di unità di apprendimento
MARINA DE ROSSI
LINGUAGGI E TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE FORMATIVA MEDIALE E LABORATORIO AUDIO-VIDEO L’audiovisivo in ambito didattico e valorizzazione scolastica.L’audiovisivo è oggi uno dei mezzi di diffusione dell’informazione e di contenuti culturali, educativi, e di intrattenimento più utilizzati. La capacità di attrazione, la facilità di lettura, la sua pervasività sensoriale costituiscono le qualità atte a farlo sempre più diventare mezzo di comunicazione, e produzione, di contenuti didattici e di efficaci attività laboratoriali in classe. E’ inoltre un mezzo di visibilità e valorizzazione dell’istituzione scolastica all’interno del contesto sociale e produttivo locale e non solo locale. Attraverso l’attività seminariale e il laboratorio si affronteranno le principali strategie comunicative legate al mezzo e ai format audiovisivi, si sperimenteranno alcune modalità di produzione e utilizzo degli audiovisivi a scopo didattico MANLIO PIVA
LOGICHE E STRUMENTI DI COMUNICAZIONE E MARKETING ONLINE PER LE ISTITUZIONI PUBBLICHE Il modulo tratterà con esempi e teorie dell’importanza di dedicare tempo e risorse alla gestione delle attività di contenuto per i propri canali web aziendali, ciò diventa una condizione necessaria e indispensabile per poter generare e trarre valore dalla proprie azioni di comunicazione e marketing in Rete. Il modulo tratterà con esempi e teorie dell’importanza di dedicare tempo e risorse alla gestione delle attività di contenuto per i propri canali web aziendali o di Agenzie educative, ciò diventa una condizione necessaria e indispensabile per poter generare e
trarre valore dalla proprie azioni di comunicazione e marketing in Rete. Verranno approfondite tematiche quali la comunicazione bidirezionale, l’ottimizzazione delle informazioni e la gestione dei servizi online, il valore della multicanalità e della multimedialità, le attività di fidelizzazione, relazione ed engagement online con gli utenti, come amplificatori del valore percepito di servizio.
AGOSTINO VOLTAN
SOCIAL NETWORK IN AZIENDA E IN PA La Digital Agenda Scoreboard dell’Unione Europea dimostra la difficoltà del nostro paese nell’offrire paradigmi, strumenti e servizi digitali. Alcuni requisiti fondamentali, come le reti digitali sono infrastrutturali, altri sono di tipo immateriale e richiedono importanti investimenti sul capitale umano. In questo senso le tematiche cruciali sono: 1-sviluppo di una cultura digitale di base attraverso processi di alfabetizzazione. 2-disintermediazione e semplificazione dei processi, che si può ottenere adottando dinamiche tipiche delle relazioni fra persone nei social media. 3-partecipazione, governo aperto e Web dei dati, sono il tema della democrazia digitale che prevede che il “cittadino digitale” si offra anche come contributore e non solo come utente. I contenuti del modulo tratteranno quindi in modo specifico: – delle migliori modalità per costruire relazioni professionali in rete, anche a livello informale, per aggiornarsi e costruire relazioni utili per risolvere problemi. -degli strumenti del Cloud utilizzabili sia per l’aggiornamento professionale personale che all’interno della PA/Enti e Aziende. -degli esempi di successo di applicazioni Cloud in varie PA/ Enti/ Aziende in Italia e all’estero relativamente all’ e-Government GIANLUIGI COGO
TECNOLOGIE WEB PER LE COMUNITA’ DI APPRENDIMENTO E DI PRATICA Il laboratorio presentera i due modelli pedagogici della comunità d’apprendimento e di pratica attraverso la prospettiva dell’Activity Theory. Dopo questo inquadramento sarà possibile mostrare l’uso del Wiki come supporto alle attività comunitarie. In particolare si affronteranno: modello della comunità d’apprendimento per creare comunità in aula (in presenza e online); modello della comunità di pratica (caratteristiche e tecnologie di supporto); progettazione della gestione anche tecnologica dei due tipi di comunità tenendo conto della
prospettiva dell’Activity Theory. Creare uno spazio per le comunità con il wiki
CINZIA FERRANTI
PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE MOBILE APPS L’insegnamento fornisce nozioni di base sulle applicazioni per dispositivi mobili (“app”) con particolare riferimento al loro impiego innovativo nei processi aziendali e della PA. CARLO FANTOZZI
LE COMPETENZE DIGITALI PER IL KNOWLEDGE MANAGEMENT NELLA SCUOLA Basato sul modulo generale rivolto ai manager pubblici, questo seminario tratta nello specifico della realtà scolastica approfondendo anche, in particolare, temi come: l’innovazione della scuola digitale; il knowledge management nella scuola e il sistema di condivisione e riuso delle esperienze; lo sviluppo e la valorizzazione delle reti di scuole; le scuole aperte nei “territori smart”. NELLO IACONO
REALTA’ AUMENTATA NELLE ORGANIZZAZIONI Grazie al rapido avanzare delle tecnologie elettroniche, sono ormai disponibili dispositivi mobili dotati di una grande capacità di calcolo e di sensori sempre più avanzati a costi contenuti. Possiamo quindi avvalerci di tali dispositivi per utilizzare tecnologie molto potenti come quelle di Realtà Aumentata (AR), Realtà Virtuale (VR), e, più in generale, di Realtà Mista (MR o MXR). Se impiegate correttamente, queste tecnologie possono far leva sulla motivazione dei discenti E migliorare la qualità dell’apprendimento. Contenuti modulo: Natura e tecnologia AR; Applicazioni AR storiche;Metodologie formative e didattiche con AR; Utilizzo e crezione di App AR PIERGIORGIO MARIN
LABORATORIO LIM: LA TRASFORMAZIONE DELLA COMUNICAZIONE IN AULA CON LA LIM LIM (Lavagna Interattiva Multimediale): superficie interattiva su cui è possibile scrivere, disegnare, allegare immagini, visualizzare testi, riprodurre video o animazioni. Tutti i contenuti visualizzati ed elaborati sulla LIM possono essere digitalizzati grazie a software di presentazione dedicati e specifici. E’ uno strumento di integrazione con la didattica, la gestione di riunioni e di presentazioni in azienda o la formazione d’aula poiché coniuga la forza della visualizzazione e della presentazione tipiche della lavagna tradizionale con le opportunità del digitale e della multimedialità. SARA GIANINO
PENSIERO COMPUTAZIONALE: CODING IN CLASSE Questo corso ha l’obiettivo di aiutare il docente a introdurre il pensiero computazionale in classe attraverso il coding, usando solo attività intuitive e divertenti da proporre direttamente agli alunni. Quando affrontiamo un problema o abbiamo un’idea, spesso intuiamo la soluzione ma non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica. Il pensiero computazionale è proprio questo, la capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione. Come imparare a parlare ci aiuta a formulare pensieri complessi, così il pensiero computazionale ci offre strumenti ulteriori a supporto della fantasia e della creatività. Per questo il pensiero computazionale è per tutti. E’ una capacità trasversale che va sviluppata il prima possibile. Non è solo per informatici e programmatori, ma programmare è il modo migliore per acquisirlo. Per questo in Europa e nel mondo si svolgono ogni anno campagne di alfabetizzazione per la diffusione del coding.
SMARTCITIES: APP E OPENDATA Partendo da una esplorazione dell’ecosistema delle mobile app, nel corso del Seminario lavoreremo sui rapporti tra app, open data e smart city. In che senso le app possono essere espressione della creatività e dell’intelligenza di un territorio? Perché è fondamentale in quest’ottica una buona strategia di open data engagement sui diversi target territoriali? Come si possono intercettare non solo cittadini, ma anche attori economici e sociali? E quale è il ruolo del policy maker e di chi lavora nella PA in questo processo di facilitazione territoriale? Con quali strumenti? A partire da casi studio e da esempi di successo e non, tracceremo il ruolo delle app in una più ampia strategia di smart city e individueremo le possibili linee di azione da intraprendere per lavorare sui territori di riferimento CHIARA BUONGIOVANNI
ISTAT E INFORMATION LITERACY Saper recuperare dati oggettivi e validati per acquisire opinioni e progettare interventi nel proprio contesto lavorativo è importante: l’ISTAT è uno strumento preziosissimo se lo si sa usare. Il modulo fornisce una panoramica completa ed esaustiva dei dati e delle modalità per accedervi ed organizzarli secondo specifici criteri. RINA CAMPORESE